logo dell'unione nazionale onicotecnici

Ti trovi in: Home > Redazionale > Lettera

Onorevole
Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi
Via Del Plebiscito, 102
00187 Roma

e p.c.
al Ministro del Lavoro
Onorevole Senatore
Maurizio Sacconi
Via Veneto, 56
00187 Roma

Raccomandata a.r.

 

Oggetto: riconoscimento della professione di onicotecnica.

 

Onorevole Presidente, Le scriviamo oggi per portare alla Sua attenzione una questione che nel panorama del lavoro italiano, a nostro avviso, impedisce a molti artigiani di lavorare e relega i più temerari ad attività fuori legge.
L'associazione Unione Nazionale Onicotecnici (U.N.O.), costituita con atto registrato a Verona fra gli atti privati, serie 3^ n. 15056 in data 23 novembre 2007 ha lo scopo di tutelare e perseguire il riconoscimento della professione di onicotecnico. Attualmente la professione è regolamentata dalle singole Regioni come se si trattasse di un appendice dell'attività di estetista, ma più che ricalcare un'effettiva situazione professionale, questa scelta mira a coprire un vuoto legislativo statale. Il riconoscimento della professione deve essere necessariamente statale come stabilito dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 300 del 20 luglio 2007.
La professione dell'onicotecnico, ossia di chi decora, costruisce ed applica unghie artificiali – senza effettuare alcuna attività invasiva o chirurgica – attualmente può essere svolta in quasi tutte le regioni d'Italia da persone che abbiano la qualifica di “estetista”. Ciò in base ad una scelta che non ha apparente giustificazione: attività più invasive, come i tatuatori ad esempio, possono essere svolte da personale con una formazione ad hoc e non da estetisti, i parrucchieri possono esercitare la loro attività con una formazione apposita e non con la formazione di estetista.
Il risultato di questa scelta, effettuata dalle Regioni nell'ambito della loro competenza legislativa, in mancanza di una legge statale, impedisce di lavorare fino al conseguimento della qualifica di estetista (attraverso un corso di 3 anni) a quasi tutti gli operatori che hanno esercitato la professione di onicotecnico in passato. Altri hanno preferito continuare avvalendosi di un prestanome estetista, ed i rimanenti hanno iniziato a lavorare nascosti in casa, nei garages o, comunque, fuori legge (c.d in nero).

Qui di seguito Le riportiamo alcuni dati del mercato dell'onicotecnica pubblicati in una rivista specializzata del settore “NailArt” n. 2 del 2008.
Gli operatori del settore sono ufficialmente 600 divisi fra centri nails, nails SPA e Corner all'interno di centri benessere ed estetici. Le aziende che forniscono materiale per l'esercizio dell'attività di onicotecnica sono 70 circa. E' evidente che il numero delle aziende che commercializzano la materia prima evidenzia un mercato sommerso di operatori molto superiore ai dati ufficiali. Si stima, in realtà, che gli operatori siano 25.000 circa. Supponendo, molto prudenzialmente, che ogni operatrice esegua tre trattamenti al giorno per 5 giorni a settimana (ossia per 240 giorni all'anno) e che ogni trattamento abbia un costo medio per il cliente finale di 50,00 Euro, si ricava in giro d'affari pari a Euro 900.000.000,00 (novecentomilioni/00) (50,00 per trattamento X 3 trattamenti giornalieri X 240 giorni all'anno X 25.000 operatori).

Riteniamo dunque necessario regolamentare un mercato con le scelte legislative che, meglio di quelle attualmente in vigore, permettano agli artigiani di svolgere la loro attività senza richiedere agli stessi una preparazione non del tutto adatta e necessaria. All'onicotecnico non interessa fare massaggi corpo o trattamenti viso: all'onicotecnico serve conoscere la fisiologia dell'unghia la cosmetologia specifica e la tecnica del trattamento delle unghie. Tutte cose che nella preparazione dell'estetista non sono trattate in modo compiuto. Al cliente finale interessa affidarsi a tecnici preparati specificatamente sul trattamento delle unghie.
L'attività di onicotecnico, peraltro, è regolamentata in altri stati comunitari, in modo distinto dall'estetista. In questo tentativo, poi, si inserisce la disciplina dell’Unione Europea che prevede la libertà di circolazione dei lavoratori entro il proprio territorio. Questa normativa potrebbe permettere agli operatori tedeschi,greci e spagnoli (dove pare esista una disciplina specifica per gli Onicotecnici) di esercitare la professione anche in Italia, pur non essendo estetisti.

Con la presente chiediamo un incontro per costituire un tavolo di lavoro che studi la fattibilità di una regolamentazione in linea con la Costituzione le direttive comunitarie e con le esigenze attuali del mercato.

In attesa di una benevole risposta, si ringrazia anticipatamente e si coglie l’occasione di porgerLe distinti saluti

San Pietro in Cariano (VR) il 01 Luglio 2008

Il Presidente Maurizio Mengato

Immagine raffigurante la ricevuta della raccomandata
Valid XHTML 1.0 Strict CSS Valido! Level Triple-A conformance icon, 
          W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0

Tutti i diritti di questo sito appartengono alla UNO. Nessuna parte del sito può essere riprodotta senza autorizzazione C-2007