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L’onicotecnica
è una professione che deve ancora essere riconosciuta. Chi può aprire un centro nails?
La professione di onicotecnico non conosce una definizione legislativa. Si tratta di un’attività che non ha una disciplina nazionale e che trova una disciplina, a livello regionale, in quanto attività assimilata all’estetica. In realtà, recentemente, si è diffuso il termine “onicotecnica” inteso ad identificare l’attività artigianale di decorazione ed applicazione unghie. In tale accezione non è inclusa l’attività di ricostruzione delle unghie. La ricostruzione dell’unghia, dal letto ungueale alla massa cheratinica è attività chirurgica è può essere svolta legalmente solo da medici, esattamente come la riduzione del naso e la liposuzione facciale.
La sola attività di applicazione e decorazione delle unghie non ha un momento invasivo poiché gli strumenti dell’onicotecnico non incidono e non modificano la fisiologia del dito e dell’unghia.
Pur tuttavia le regole che disciplinano questo settore, laddove esistono (non in tutte le regioni italiane, infatti, l’attività è disciplinata), stabiliscono la necessità di avere la qualifica professionale di estetista, ossia di chi agisce sul corpo anche con attività molto vicina alla fisiologia. La questione sorprende se si considera che altre attività sono regolate autonomamente, pur essendo molto più invasive della decorazione ed applicazione unghie: i tatuatori ad esempio sono figure professionali che hanno una loro formazione, distinta e separata dall’estetista. Anche i parrucchieri sono artigiani che non necessitano della preparazione dell’estetista.
Ora non si comprende il motivo che richiede agli onicotecnici la preparazione dell’estetista se, da un lato, quella preparazione non è necessaria per lo svolgimento della professione e, dall’altro, altre attività anche più invasive hanno una loro autonoma disciplina.
Questa premessa è necessaria per rispondere a molte domande sul come si diventa onicotecnici.
Non essendo regolata, in senso tecnico, non si diventa “onicotecnici”, la categoria non esiste e per svolgere l’attività di onicotecnici, attualmente, bisogna distinguere tra le regioni che hanno una legge sull’artigianato che contempli l’attività di decorazione ed applicazione delle unghie e le regioni che hanno una legge sull’artigianato che non prevede tale attività.
Le regioni che hanno una legge sull’artigianato comprensiva dell’attività di decorazione ed applicazione delle unghie, fino ad oggi, hanno assimilato l’onicotecnica all’estetica, con la conseguenza che in quelle regioni per svolgere l’attività di onicotecnica, e quindi ad esempio aprire un centro nails, occorre essere estetisti, aprire un negozio con le prescrizioni per l’estetica e svolgere l’attività secondo la disciplina dettata per gli estetisti.
Diversamente, le regioni che non hanno una legge nella quale sia disciplinata l’attività di onicotecnica lasciano liberi gli operatori di iniziare tale attività. In questo caso, a parer mio, le regole sull’igiene e sull’ambiente che dovranno essere osservate, per maggior similitudine, sono le regole per i parrucchieri. Le extension e la tinta per i capelli sono il corrispondente dell’attività che l’onicotecnico svolge sulle unghie.
Quindi: dove l’onicotecnica è assimilata all’estetica, per svolgere l’attività di applicazione e decorazione delle unghie occorre essere estetisti. Dove l’onicotecnica non è disciplinata, tutti possono svolgere quell’attività, senza bisogno di alcun corso abilitante.
Non esistono corsi abilitanti alla professione di onicotecnica perché la professione non esiste ancora.
Chi ha già svolto un corso per onicotecnica, in realtà ha svolto un corso dove le/gli è stato insegnato come si svolge l’attività ma, è opportuno ripeterlo, non esiste un corso abilitante alla professione di onicotecnico riconosciuto da qualche ministero.
Le associazioni nate nel corso degli ultimi mesi hanno l’obiettivo di far riconoscere la categoria e dare delle regole certe.
In questo tentativo, poi, si inserisce la disciplina dell’Unione Europea che prevede la libertà di circolazione dei lavoratori entro il proprio territorio. Questa normativa potrebbe permettere agli operatori tedeschi, greci e spagnoli (dove pare esista una disciplina specifica per gli onicotecnici) di esercitare la professione anche in Italia, pur non essendo estetisti.
Da ultimo va ricordato che gli operatori che già svolgevano l’attività di onicotecnica prima dell’eventuale mutamento della legge regionale, potranno continuare a farlo anche con la nuova legge che, in ipotesi, escluda la possibilità di lavorare senza essere estetisti.
Unione Nazionale Onicotecnici
Avv. Daniele Zivelonghi


